Viviamo in un mondo in cui si parla tanto di libertà, rispetto e apertura mentale. Poi, però, basta che qualcuno ami in modo diverso da quello che consideriamo “normale” e improvvisamente spuntano giudizi, battute, occhiatacce e frasi non richieste.
Ed è proprio qui che mi faccio una domanda:
diversi da chi?
Chi ha deciso quale sia il modo giusto di amare?
C’è chi si innamora di una persona del sesso opposto, chi di una persona dello stesso sesso, chi vive il proprio orientamento in modo diverso da quello che la società ha considerato per anni “tradizionale”.
Ma alla fine, quando togliamo tutte le etichette, rimangono sempre le stesse cose.
Il bisogno di essere amati.
La paura di essere rifiutati.
La gelosia.
La complicità.
Le farfalle nello stomaco.
Le delusioni.
La voglia di avere qualcuno accanto.
E allora mi chiedo perché, ancora oggi, qualcuno senta il bisogno di giudicare la vita sentimentale degli altri.
Io credo che una delle forme più semplici di rispetto sia questa:
lasciare alle persone la libertà di essere ciò che sono.
Non dobbiamo necessariamente capire tutto.
Non dobbiamo vivere le stesse esperienze.
Non dobbiamo avere lo stesso orientamento sessuale.
Ma possiamo rispettare.
E soprattutto possiamo evitare di trasformare qualcosa che non ci appartiene in un motivo per ferire qualcuno.
A volte sento dire:
“Non ho nulla contro, però…”
Ecco, spesso dopo quel “però” arriva esattamente il contrario di ciò che si è appena detto.
Perché se davvero non abbiamo nulla contro, non abbiamo bisogno di giustificare, commentare o stabilire se la vita di un'altra persona sia giusta oppure sbagliata.
L’amore è già abbastanza complicato di suo senza dover chiedere anche il permesso agli altri.
E credo che chiunque abbia amato almeno una volta sappia quanto sia difficile trovare una persona con cui sentirsi bene, capiti, desiderati e accettati.
Quando succede, perché dovrebbe interessarci se quella persona è uomo o donna?
A me interessa molto di più sapere se in un rapporto esistono rispetto, sincerità, consenso e sentimento.
Perché una coppia apparentemente “normale” può essere piena di cattiveria, tradimenti e mancanza di rispetto.
E una coppia che qualcuno considera “diversa” può avere una complicità, una tenerezza e un amore che tanti altri si sognano.
Quindi forse dovremmo smettere di guardare chi tiene per mano chi e iniziare a guardare come quelle due persone si tengono per mano.
Con rispetto?
Con amore?
Con libertà?
Allora per me basta.
Non credo che l’amore abbia bisogno di essere spiegato continuamente.
Ha bisogno di essere vissuto.
E nessuno dovrebbe sentirsi sbagliato per ciò che prova.
Non dovrebbe essere necessario nascondersi per paura del giudizio, inventare scuse, fingere di essere qualcun altro o sentirsi meno degni di felicità.
Perché dietro ogni etichetta c’è prima di tutto una persona.
Con una storia.
Con emozioni.
Con fragilità.
Con il desiderio, come tutti, di essere accettata per quella che è.
Io non voglio vivere in un mondo dove siamo tutti uguali.
Sarebbe persino terribilmente noioso.
Vorrei vivere in un mondo nel quale le differenze non facciano paura e nel quale nessuno debba giustificarsi per la persona che ama.
Perché l’amore non diventa meno vero se nasce tra due persone che qualcuno considera diverse.
Semmai diventa triste una società che pretende ancora di decidere chi può amare chi.
E forse, prima di giudicare la vita degli altri, dovremmo farci una domanda molto più semplice:
Se due persone si amano, si rispettano e non fanno del male a nessuno, quale sarebbe esattamente il problema?
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