Spesso mi sento sbagliata. Quella che sbaglia tutto, quella che crede troppo nelle persone e nelle loro parole.
Poi però mi fermo a riflettere e capisco che non ho nulla in meno degli altri. Ho tanti difetti: sono testarda, permalosa, a volte anche acida. Ma il mio difetto più grande, se così si può chiamare, è credere che in ogni persona ci sia qualcosa di buono.
Non riesco a voltarmi dall'altra parte davanti a chi ha bisogno. C'è chi cerca un aiuto, chi una parola, chi semplicemente qualcuno che lo ascolti. E io provo sempre a dare il meglio di me, a tendere una mano, a trovare un motivo per sorridere e guardare avanti.
Forse sì, a volte la mia bontà mi ha fatto soffrire. Mi ha fatto prendere delusioni, mi ha fatto fidare delle persone sbagliate e mi ha fatto versare lacrime che non meritavo. Ma se devo scegliere tra diventare fredda come chi ferisce e restare me stessa, allora scelgo me.
Perché preferisco mille volte essere delusa per aver creduto nel bene, che vivere diffidando di tutto e di tutti. Le cicatrici possono insegnare prudenza, ma non devono mai rubarci il cuore. E se essere troppo buona è un difetto, allora è l'unico difetto che non cambierò mai.
Commenti