Si dice spesso che il sesso non sia la cosa più importante in una coppia. Probabilmente è vero. Ma quando manca, quando non funziona o quando diventa soltanto un'abitudine, improvvisamente diventa molto importante.
La sessualità, in una relazione, non è semplicemente fare l'amore. È desiderarsi, cercarsi, sfiorarsi passando uno accanto all'altro, sentire ancora quella voglia di avvicinarsi all'altra persona senza bisogno di una ragione.
È complicità.
E forse è proprio questa la parola giusta.
Perché una coppia può parlare, ridere, cenare insieme, condividere una casa, le bollette, gli amici e perfino il telecomando — impresa già notevole — ma se smette completamente di desiderarsi, qualcosa cambia.
Non significa che ogni periodo di poca passione annunci la fine di un amore. La vita vera è fatta anche di stanchezza, problemi, pensieri, età che cambia, giornate nelle quali l'unica cosa sexy che desideriamo è riuscire a dormire otto ore consecutive.
Ma un conto è attraversare un periodo.
Un altro è non cercarsi più.
Quando viene meno l'intimità spesso iniziano a mancare anche altre piccole cose: un abbraccio spontaneo, un bacio dato senza pensarci, una carezza, uno sguardo che dice ancora “ti voglio”.
E allora la distanza nata sotto le lenzuola, piano piano, può arrivare fino al soggiorno.
Si parla meno.
Ci si irrita più facilmente.
Si diventa compagni di casa invece che compagni di vita.
Per me l'amore ha bisogno anche del corpo.
Non necessariamente di prestazioni perfette, frequenze stabilite o acrobazie da film. Ha bisogno di sentirsi desiderati. Di sapere che, tra tutte le persone del mondo, negli occhi di qualcuno siamo ancora quella persona lì.
Quella che fa venire voglia di avvicinarsi.
La sessualità è anche una forma di comunicazione. A volte il corpo riesce a dire cose che con le parole non sappiamo più esprimere: mi manchi, ti desidero, ho bisogno di te, sono ancora qui.
E quando quella comunicazione si spegne completamente, secondo me vale la pena chiedersi perché.
Non per cercare un colpevole.
Ma per capire se si è spenta soltanto la passione o se, insieme a lei, si è raffreddato qualcosa di più profondo.
Perché si può amare anche attraversando momenti senza sesso. Certamente.
Ma vivere per anni accanto a qualcuno senza più desiderio, senza contatto, senza quella particolare intimità che distingue un compagno da un amico… per me è un'altra cosa.
Forse sembrerà una frase provocatoria, ma continuo a pensarla così:
se tra due persone per troppo tempo non funziona più niente in camera da letto, prima o poi qualche crepa si farà vedere anche in soggiorno.
E voi cosa ne pensate?
Il desiderio può spegnersi mentre l'amore rimane intatto, oppure quando finisce la passione sta già cambiando anche l'amore?
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